martedì 29 novembre 2011

LIEVI PASSI TRA I GIORNI



Ieri, 28 novembre 2011, ero a Roma per la registrazione di un paio di brevi interviste programmate, come da contratto, dalla casa Editrice Albatros. Le stesse andranno in onda a gennaio su VIVA L'ITALIA CHANNEL, CANALE N. 879 di SKY, con la seguente programmazione:
10 LIBRI: 14 gennaio 2011 ore 13.30
SE SCRIVENDO: 10 gennaio 2012 ore 18.00
BOOKSHELF: 10 gennaio 2012 ore 19.00

Spero, per quella data, di ricordarmi di andare a vedere cosa mai ho detto e spero che magari qualcuno di voi abbia tempo e voglia di andare a dare un'occhiata a questi programmi. Purtroppo la casa editrice non ci concede il possesso del video, né ci é possibile vederlo in anteprima.
Se devo essere sincera non é certamente facile parlare di una raccolta di poesie. Le cose da dire sarebbero veramente tante e concentrarle in poche battute non é cosa semplice. Ho parlato del perché le ho suddivise in sezioni. Ho detto anche il motivo che mi ha spinto a scrivere una breve didascalia per ognuna di loro. Ho pure tirato fuori il mio non sopito innamoramento per la lingua inglese, che mi ha portato, in certe occasioni, a scegliere dei titoli in lingua anglosassone preferendola all'italiano. Ed infine ho parlato di filosofia, di come non la sopportassi al liceo e di come mi sia trovata, invece, a diventare io stessa, mio malgrado, una sorta di filosofa in quanto le poesie sono, a mio avviso, un inevitabile 'concentrato' di riflessioni sulla vita e sull'essere
Di una cosa mi pento..visto che vado sempre 'a braccio', mi sono dimenticata di chiudere con una battuta che avevo sentito proprio domenica scorsa rivedendo, per caso, il film IL POSTINO, dove Troisi/postino così ribatte a Noiret/Neruda: La POESIA, c'è chi la scrive e a chi serve! 
Comunque il concetto l'ho ribadito ugualmente, visto che ho concluso le mie battute sperando che le mie poesie, o meglio, i miei pensieri intrecciati dentro a quei ricamini di parole che si chiamano poesie, possano servire a far vedere/capire/respirare anche l'anima altrui, esattamente come é stato per me, quando le ho scritte.

8 commenti:

  1. sai il tuo libro di poesie, io lo tengo sulla cassa, nel salone, così fra una cliente e l'altra leggo un po'... anzi le rileggo un po'... ho anche ordinato la nuova edizione... per sentirti più vicina

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  2. ...per sentirti più vicina...che bellissime parole che mi dici. Mi sentirai ancora più vicina quando riceverai i tuoi scritti con i miei appunti. Pensa, la matita che usavo ieri in treno l'ho data a un bimbo per giocare e poi é caduta, non so...però quel bimbo che prima strillava poi si é addormentato felice...

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  3. Non ti devi preoccupare dell'intervista, non ti mancano, certo presenza e parole, vedrai che sei andata bene come sempre, ricordo dieci giorni fa a Mira. Per quanto riguarda la filosofia, di solito uno non ci fa caso, perché la giudica un qualcosa di poco pratico, molto intellettuale, roba da gente che non ha niente di meglio da fare che perdere tempo; salvo poi capire che quando arrivi al punto di non ritorno, quando cioè ti senti e capisci di essere stato usato come una macchina, di essere stato spremuto come un limone, allora entra prepotentemente in scena la filosofia. E non serve sia "alta filosofia", roba da dottori, ti basta quella spicciola che crea un tuo guscio personale, dove trovi riparo da tutti i malanni del mondo. Questo, naturalmente se ci riesci prima di scoppiare, altrimenti sei andato. Sicuramente tu ti riferisci alla filosofia che è presente nelle tue poesie, che rispecchiano riflessioni su stati d'animo più o meno personali ma rientriamo nei soliti discorsi , su cosa vale di più concentrarsi nella vita, visto che per sopravvivere bisogna sacrificarsi ma per vivere basta poco un po' di cibo e molto equilibrio: filosofia, appunto.

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  4. Hai detto bene caro Checcus, la filosofia é una sorta di GUSCIO protettivo..e chi non ne ha bisogno? Ognuno crea la sua. Poi, a contatto con la vita, questo guscio si spaccherà oppure resisterà, dipende se si é saputo costruire con la dovuta accortezza, con la dovuta robustezza, pensando a concentrarsi sulla difesa ma senza l'offesa: un miracolo, se ci si riesce, altrimenti, si, come dici tu, si arriva al punto di non ritorno. E qui, mi viene in mente la pazzia di certi tuoi personaggi e la pazzia che io comprendo così tanto e che considero, al di là della malattia pura, un estremo bisogno d'affetto che é stato calpestato troppo a lungo, indiscriminatamente.

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  5. che bello... grazie infinite tesoro

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  6. Hai ragione e ti ringrazio per aver capito quello che volevo dire. Purtroppo, spesso la pazzia viene relegata come malattia, e il soggetto interessato, trattato con bonario stupore o amichevole compassione: "Portate pazienza, non ha tutte le rotelle a posto", è il leit.-motif con cui si giustifica tutto, salvo non ammazzi qualcuno, nel qual casso si da la colpa alle leggi troppo permissive. Basterebbe, a volte, scavare più a fondo in una persona con questi problemi e si scoprirebbe che gli unici ad avere dei "Grossi problemi", siamo noi.

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  7. Grazie a te, Ginetta, della tua presenza sempre così..coccolosa:-)))!!!

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  8. Checcus, la soglia tra ragione e pazzia, talvolta, é sottile, molto sottile, tanto che a volte si può quasi trattare solo di 'questione d'interpretazione'. Quanti artisti, ad esempio, hanno in sé una vena forte di pazzia? Poi dipende, se la ruota del destino gira da una parte piuttosto che da un'altra. Basta pensare a Van Gogh, che é diventato famoso solo da morto, oppure a Salvator Dalì, famoso in vita, ma che da vecchio si dice girasse su questa terra convinto di essere una lumaca. Ma, al di là di questo, quanti critici danno ragione all'uno piuttosto che all'altro basandosi su....non si sa che cosa e magari con questo giustificando il successo di opere che sono spesso pure elucubrazioni di menti malate. Per me l'arte deve anche avere un effetto benefico, purificatorio, deve dare serenità o comunque, far riflettere, ma mai essere pura espressione di un'ossessione. Comunque, oltre a questo ci sono moltissime persone che sono assai veloci a dar del matto agli altri quando invece loro, per primi, hanno una mente limitata e banale, per cui....

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